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9 Maggio, Giorno della Memoria delle vittime del terrorismo e delle stragi

Ricordiamo chi ha pagato con la vita la lealtà alle istituzioni repubblicane.

Il 9 maggio si celebra al Quirinale il Giorno della Memoria delle Vittime del terrorismo e delle stragi di tale matrice. Quest’anno l’omaggio è reso in particolare ai servitori dello Stato che hanno pagato con la vita la loro lealtà alle istituzioni repubblicane.

Tra loro, si collocano in primo luogo i magistrati che, per difendere la legalità democratica, sono caduti per mano delle Brigate Rosse e di altre formazioni terroristiche.

L’ANPI ha aderito all’appello del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che, intervenendo nei giorni scorsi con autorevolezza e durezza, si è fatto interprete di un generale sentire che è anche il nostro.

“La scelta che oggi annunciamo per il Giorno della Memoria costituisce anche una risposta all’ignobile provocazione del manifesto affisso nei giorni scorsi a Milano con la sigla di una cosiddetta “Associazione dalla parte della democrazia”, per dichiarata iniziativa di un candidato alle imminenti elezioni comunali nel capoluogo lombardo. Quel manifesto rappresenta, infatti, innanzitutto una intollerabile offesa alla memoria di tutte le vittime delle BR, magistrati e non. Essa indica, inoltre, come nelle contrapposizioni politiche ed elettorali, e in particolare nelle polemiche sull’ amministrazione della giustizia, si stia toccando il limite oltre il quale possono insorgere le più pericolose esasperazioni e degenerazioni. Di qui il mio costante richiamo al senso della misura e della responsabilità da parte di tutti” (dalla lettera del Presidente Giorgio Napolitano al Vice Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura Michele Vietti).

L’ampio risalto mediatico assunto dalla provocazione dei manifesti milanesi si inserisce in un contesto di gravissimo scontro politico ed istituzionale, segnato dalle sempre più frequenti aggressioni mediatiche e politiche, da parte del governo delle destre e del Presidente del Consiglio, contro il Capo dello Stato reo di esercitare il suo mandato di custode della Costituzione, contro la Magistratura ed i “ pm eversivi, cancro da estirpare”, contro la Corte Costituzionale “gremita di comunisti”.

L’ANPI sta con il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, schierata a difesa della Costituzione e della Giustizia fondata sull’uguaglianza di tutti i cittadini difronte alla Legge, a difesa di una Magistratura autonoma e indipendente, sostenuta adeguatamente dallo Stato con le necessarie risorse finanziarie e organizzative, decisive per assicurare il diritto alla giustizia e alla sicurezza dei cittadini e dei servitori dello Stato, e per rendere sempre più adeguata e vincente la battaglia alla mafia, al terrorismo, ai poteri criminali.

Scarica il comunicato stampa.

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