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L’ANPI è a fianco della CGIL e dei lavoratori in sciopero il 6 maggio prossimo, condividendone preoccupazioni, contenuti e finalità.
E’ a rischio il diritto che fonda la nostra identità repubblicana: il lavoro, oggi minacciato, vilipeso e privato di dignità; sono a rischio diritti fondamentali, garantiti, in linea di principio, dalla Costituzione.
L’ANPI invita dunque tutti i suoi iscritti, gli antifascisti e i democratici a manifestare ai lavoratori in lotta la loro solidarietà e il loro sostegno.
IL COMITATO NAZIONALE ANPI

  • Un breve sunto del discorso pronunciato a Milano dal Presidente Nazionale dell’ANPI Carlo Smuraglia qui
  • Un editoriale di Claudio Magris sul Corriere della sera del 24 aprile 2011 qui
  • Un editoriale di Benedetta Tobagi su la Repubblica del 26 aprile 2011 qui
  • L’aria pulita del 25 Aprile qui
  • Con chi sogna un Italia più libera qui

Alcune pagine di giornale:

Cari amici, un regalo di Liberazione per tutti noi. Ce lo ha  fatto Giacomo Papi, il curatore del volume Einaudi – in uscita l’anno prossimo e di cui tutti siete al corrente – che raccoglierà le testimonianze dei nostri ultimi partigiani viventi.
Giacomo ha voluto pubblicare nella sua rubrica dell’inserto D de la Repubblica il “testamento del nonno partigiano”, fino ad oggi inedito, che l’Anpi Nazionale gli ha trasmesso dopo averlo recentemente ricevuto da Giuseppe Gastaldi, storico presidente della sezione Anpi di Chieri (TO).
Un incanto civile, lo coglierete immediatamente. Dunque, diffondetelo. Facciamone il manifesto delle ragioni dell’antifascismo.
Da domani.
Saluti
LA SEGRETERIA NAZIONALE ANPI

Lunedì 25 Aprile la ricostituita sezione dell’ANPI, che ha intitolato la sua sede provinciale a Francesco Gammarota, il partigiano “Brancaleone”, sarà in piazza per il  66° Anniversario della Liberazione d’Italia.

L’ANPI rivendica la propria natura di Associazione custode della vicenda storica attraverso la quale  l’Italia, che ha vissuto l’esperienza autoritaria e violenta della dittatura fascista e che, per quattro dei sei anni di guerra, è stata a fianco del nazismo – ha saputo ritrovare, con la Resistenza, la via di un “ritorno alla ragione” che ha consentito di mutare la propria identità passando dal totalitarismo alla democrazia.

Oggi l’ANPI è la casa di tutti gli antifascisti appassionatamente e generosamente impegnati nella difesa e per la piena attuazione della nostra Carta Costituzionale.

L’ANPI sarà in piazza il 25 aprile per riaffermare con forza l’impegno per una strenua ed orgogliosa difesa della memoria storica e per sviluppare  una forte iniziativa politica proponendosi come punto di riferimento per i giovani e per tutti coloro che vogliono riempire il vuoto democratico del Paese.

L’ANPI sarà in piazza per ricordare le sue battaglie di ieri e dare maggiore forza  alle sue battaglie di oggi, condivise da ampi settori dell’opinione pubblica ed innanzitutto da milioni di antifascisti e democratici.

Il 25 Aprile l’ANPI sarà in piazza per contrastare il revisionismo e il neofascismo che oggi mirano a rovesciare le radici civili del Paese: Resistenza e Costituzione.
Per difendere l’Unità d’Italia riconquistata dalla Resistenza che rappresenta un bene irrinunciabile per il presente e per il futuro del Paese.
Per garantire a tutti un lavoro giusto e dignitoso, contrastando precariato e disoccupazione.
Per garantire la sicurezza sui luoghi di lavoro.
Per le donne, per rafforzare i valori dell’ANPI tra le donne e per ricostruire tra loro reti di relazione e solidarietà.
Per difendere un’informazione che racconti liberamente il Paese, senza legacci, ostacoli, minacce e ricatti.
Per svelare e contrastare la corruzione, renderla estranea al Parlamento, ai Governi nazionali e locali, alle Istituzioni, alla Pubblica Amministrazione, alla Politica ed ai Partiti.
Per difendere la Giustizia fondata sull’uguaglianza di tutti i cittadini difronte alla Legge ed una Magistratura autonoma e indipendente.
Per difendere la Scuola pubblica, baluardo di libertà e di democrazia.
Per promuovere politiche di accoglienza e di integrazione, nella consapevolezza che l’immigrazione non può essere considerata solo un problema di polizia.
Per difendere la Pace, la democrazia e i diritti umani universali, ancora negati in tanti paesi.

Per la salvaguardia dell’ambiente, oggi esposto a troppi attentati.

Per difendere i Beni Comuni, ivi compresi il più prezioso, l’Acqua.

L’Italia ha bisogno di fiducia e di speranza.
L’unità antifascista è stata protagonista vittoriosa della Resistenza e per la conquista della Costituzione, della Repubblica e della Democrazia. Può e deve essere ancora oggi per tutti i democratici, per le nuove generazioni, un esemplare stimolo per dare coraggio, fiducia a scendere in campo con una rinnovata e ampia unità al fine di salvaguardare e attuare la Costituzione. Un compito, un imperativo, che deve vederci tutti partecipi, tutti presenti.

L’ANPI sara’ presente lunedì 25 aprile a piazza Castello, zona Cattedrale (lato ‘Caffè con Vista’). Nel corso della mattinata verranno proiettati i documentari “L’alba della Repubblica – Dalla Costituente alla Costituzione “, prodotti da La Rai per la Cultura.

Verrà inoltre esposta l’importante opera pittorica dell’artista barlettano Paolo Vitalidal titolo ‘Il grido di Libertà‘, realizzata in occasione di questo 25 Aprile.

La sezione provinciale dell’ANPI sarà inoltre presente Mercoledì 27 aprile al “Raduno al Cittiglio” per la commemorazione e deposizione di corone di alloro, insieme all’Archivio della Resistenza e della Memoria, l’Amministrazione Comunale di Barletta , alle rappresentanze delle scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado dei Comuni di Barletta, Margherita di Savoia, Trinitapoli e San Ferdinando.

Infine, Giovedì 28 aprile, per la Celebrazione del 66° anniversario della Liberazione che vedrà confluire il corteo a Piazza Caduti per rendere onore ai Caduti, ai Vigili Urbani e ai Netturbini.

Cari compagni, ora tocca a noi. Andiamo a raggiungere gli altri tre gloriosi compagni caduti per la salvezza e la gloria d’Italia. Voi sapete il compito che vi tocca. Io muoio, ma l’idea vivrà nel futuro, luminosa, grande e bella. Siamo alla fine di tutti i mali. Questi giorni sono come gli ultimi giorni di vita di un grosso mostro che vuol fare più vittime possibile. Se vivrete, tocca a voi rifare questa povera Italia che è così bella, che ha un sole così caldo, le mamme così buone e le ragazze così care. La mia giovinezza è spezzata ma sono sicuro che servirà da esempio.

Sui nostri corpi si farà il grande faro della Libertà” .

Giordano Cavestro (“Mirko”), 18 anni, studente di Parma, medaglia d’oro al valor militare, scrisse questa lettera appena prima di essere fucilato dai nazifascisti il 4 maggio 1944.

Il 25 aprile ha il suo nome.

Il 25 aprile ha il nome di tutti quei meravigliosi ragazzi e ragazze che immolarono la loro breve vita, senza alcuna esitazione, alla causa della liberazione del proprio Paese dalla tirannia nazifascista.

Il 25 aprile avremo i loro nomi nel cuore, nella coscienza, e li diffonderemo nelle piazze, ne faremo una ragione di impegno, ancora, per il futuro di una democrazia che, come sappiamo, come vediamo, non è data una volta per tutte, non vive di respiri propri, ma va irrobustita, vivificata, giorno per giorno. Il 25 aprile diremo il nome di Giordano Cavestro a quei senatori della destra, che stanno tentando, con una ignobile proposta di legge, di abrogare la XII disposizione transitoria della Costituzione che vieta la riorganizzazione del partito fascista.

Diremo NO! E’ una vergogna, un oltraggio ai caduti per la libertà. All’Italia intera. Il 25 aprile diremo che dalla Liberazione non si torna indietro.

Da tutte le piazze, vie, scuole, caserme, mostreremo ancora una volta, e questa volta di più, il volto dell’Italia più bella e civile: quella che non dimentica. L’Italia democratica e antifascista.