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Caterina MARTINELLI

Caterina MARTINELLI, di Savino e di (Di) Gioia Angela. Partigiana caduta. Nata ad Andria, il 14 aprile 1904. Partigiana a Roma nella Formazione del PCI, dall’8 settembre 1943. Uccisa per il pane al Tiburtino 3°. Dopo l’ordinanza emessa il 26 marzo 1944 dal generale Kurt Mälzer, che riduceva a 100 grammi la razione giornaliera di pane destinata ai civili, le donne romane, esasperate, si ribellano. La rivolta dilaga nelle borgate come nei quartieri della borghesia. Ovunque, a Roma, le donne protestarono davanti ai forni. La mattina del 2 (3) maggio, un gruppo di donne assalta un forno della borgata Pietralata. In quel momento non c’è sorveglianza militare; il direttore chiude un occhio. Le donne entrano, si appropriano di pagnotte e di qualche sacco di farina, ma una spiata fa arrivare una pattuglia fascista della Polizia dell’Africa italiana che spara sulle donne. Caterina Martinelli cade sopra la figlioletta lattante che aveva in braccio. La bambina sopravvive, ma ha la colonna vertebrale lesionata. Una dedica epigrafica, dettata dal poeta e partigiano Mario Socrate, scritta su semplice cartone, compare il giorno dopo sul marciapiede dove è caduta Caterina: “Qui i fascisti hanno ammazzato/Caterina Martinelli/ Una madre che non poteva/sentir piangere dalla fame/tutti insieme/i suoi sette figli” (i figli in realtà erano sei).